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Le 3 + 0 Regole per trovare motivazione e concentrazione nello studio!

Preparazione di un esame: Concentrazione e Motivazione allo studio

Ciao a tutti! Eccoci ad un nuovo articolo sulla Preparazione Esame. L’ultima volta abbiamo parlato di come prendere appunti con il metodo Cornell. La domanda di oggi è:

ti capita mai di non avere voglia di studiare o di non essere concentrato?

Non è la prima volta che parliamo di voglia di studiare. Spesso nello studio quotidiano può essere difficile trovare la giusta motivazione e concentrazione. Vediamo le 3 + 0 Regole per trovare motivazione e concentrazione nello studio! Esistono tre più zero accorgimenti che puoi adottare per rimanere focalizzato e mantenere la qualità del tuo studio ad un livello elevato:


Regola per trovare motivazione e concentrazione numero Uno

Poniti un Obiettivo

Prima di iniziare a studiare poniti un obiettivo da portare a termine per quella sessione di studio: ad esempio 20 pagine, un capitolo, 7 paragrafi…


Regola per trovare motivazione e concentrazione numero Due

Poniti un Obiettivo Realistico Stimolante

Ti sei posto un obiettivo? Bravo, ma sappi già che non basta! ;)
L’obiettivo dev’essere realistico ma allo stesso tempo non eccessivamente facile da realizzare. In una parola: Stimolante. La regola numero due è fondamentale se vuoi veramente trovare motivazione ed essere concentrato nello studio.

Regola per trovare motivazione e concentrazione numero Tre

Poniti dei Sotto-Obiettivi

Ovviamente se lo vorrai potrai anche fissarti dei sotto-obiettivi come ad esempio “Faccio pausa ogni 10 pagine”. Rilassati! Puoi inventare qualsiasi sotto obiettivo tu voglia: l’importante è che ti sia utile per il tuo rendimento!
Avere degli obiettivi durante la giornata è molto utile perchè ci aiuta a mantenere alta sia la concentrazione sia la motivazione allo studio (voglia di studiare). Soprattutto: ci da una direzione da seguire. Mica male eh?:)

Regola per trovare motivazione e concentrazione numero Zero

Fai un Patto con Te Stesso

Avrai capito che la Regola Zero in genere è quella più importante più tosta da digerire. Infatti fare un patto con se stessi è fondamentale! Fai un patto con te stesso ripromettendoti che smetterai di studiare solo nel momento in cui avrai portato a termine ciò che ti sei prefissato. Sembra una cosa stupida…
Sì adesso mi metto a fare i patti con me stesso!
Passo indietro, allora.
Sei contento della tua motivazione, concentrazione e voglia di studiare?
Sì? Allora perchè stai leggendo? :P Vai all’articolo sul Sogno che è molto più bello!! ;)
No? Allora prova a mettere in discussione il tuo metodo. Altrimenti raggiungerai sempre gli stessi risultati. Che ne dici, vale la pena provare?;)

Non mi resta che augurarti

un eccellente apprendimento ;)

Gianluigi Ballarani

Preparazione Esame: Come prendere appunti con il metodo Cornell

Eccoci con un nuovo articolo sulla preparazione esame! La domanda di oggi è: Come prendere appunti?

“Esistono metodi per prendere appunti?” Ti chiederai.

Eh sì, ormai c’è un metodo per qualsiasi cosa!

Se vuoi risparmiare tempo prezioso nello studio, devi avere una tattica per prendere appunti. Ce ne sono tante a dir la verità: c’è chi scrive ogni parola del professore (una volta facevo così… ), c’è chi fa schemi, chi usa le mappe e chi ascolta e basta.

Un buon metodo di prendere appunti, oltre a farti risparmiare molto tempo, può cambiare facilmente i tuoi risultati all’università. Oggi ho letto su un blog molto interessante (che si è già meritato un abbonamento  GReader ;-) ), un articolo su come prendere appunti. Tra questi c’era una mia vecchia conoscenza…

Quindi: rispondiamo alla domanda “Come prendere appunti?” spiegando il metodo Cornell. Non è un metodo che ora uso, ma esiste veramente ed è stato studiato per aumentare l’efficacia del prendere appunti.

Vediamo di cosa si tratta. Cornell non è un nome fantasioso: è una prestigiosa Università americana. Il metodo Cornell è stato inventato da Walter Pauk, ed è oggi una delle tecniche più diffuse nei College americani per prendere appunti.

Per prendere appunti secondo il metodo Cornell devi prima di tutto suddividere il foglio in 3 aree:

Come prendere appunti con il metodo Cornell

Come prendere appunti con il metodo Cornell

  • Note Taking Area. L’area centrale. Qui prenderai i tuoi appunti come sei abituato. Ovvero scriverai i concetti più importanti o riassumerai il discorso del professore durante la lezione.
  • Cue Column. Questo è lo spazio laterale che dovrai lasciare vuoto quando prendi appunti nella Note Taking Area. Subito dopo la lezione, o quando sarai a casa a studiare, sintetizza in questa colonna i concetti principali della lezione: puoi appuntare ciò che vuoi approfondire o ciò che ti sembra più importante.
  • Summaries. Questo spazio in fondo alla pagina serve per sintetizzare in una o due frasi tutto il contenuto della pagina di appunti.

Le fasi del metodo Cornell per prendere appunti sono le seguenti. In un prossimo articolo lo confronteremo con i principi delle mappe mentali.

Intanto:

1. Registrare. Durante la lettura, scrivi tutto ciò che ti serve.

2. Ridurre. Appena possibile, fai un sommario nella colonna a sinistra. Inserisci i punti principali, le parole chiave e le idee che ti vengono in mente. Ora fai un riassunto nella fascia orizzontale a fine pagina come hai letto qui sopra.

3. Ripercorrere. Cerca di ripercorrere tutto il discorso utilizzando unicamente la colonna laterale.

4. Riflettere. Fatti una tua opinione di ciò che stai studiando. Rafforzerai incredibilmente il ricordo!

5. Rivedere. Rivedi ciò che hai studiato, unisci la fase 3 e 4 ripercorrendo mentalmente il pensiero del libro/professore insieme alle tue personali riflessioni.

Usi questo metodo?

Come dicevo prima: No! Non perchè non sia valido. E’ un ottimo metodo che incrementa radicalmente l’efficienza e l’efficacia dei tuoi appunti. Io uso le mappe mentali. Probabilmente ne avrai vista qualcuna se segui questo blog da un po’. Puoi imparare le mappe mentali da l’ebook Esami No Problem. Se invece vuoi conoscere tutte le sfumature  delle mappe mentali applicate ai tuoi studi, la soluzione migliore è frequentare un corso di memoria e lettura veloce.

Ps. puoi utilizzare questo tool per generare fogli per gli appunti secondo il sistema Cornell.

PPS.

Tu come prendi appunti?

A presto,

Gianluigi B.

La Memoria: il nostro computer personale. Cosa vuol dire imparare a memoria?

francesca_lombardoLA MEMORIA

Il nostro computer personale

Tutti siamo stati traditi qualche volta dalla memoria. Ma è forse la facoltà mentale alla quale ricorriamo più spesso e dalla quale esigiamo maggiore sforzo. Molto spesso la si considera una qualità specifica, quasi un dono o un privilegio.

Senza dubbio è il prodotto della congiunzione di una serie di funzioni psichiche che si traduce nella capacità di ritenere e di ricordare: ma cos’è la memoria? Come funziona? E’ inevitabile il suo declino con il trascorrere del tempo? Quali sono i metodi e gli esercizi per mantenerla aggiornata?

Senza memoria non ci sarebbe apprendimento.

Se non avessimo la memoria, nonostante gli organi di senso, non saremmo coscienti di ciò che abbiamo visto o udito: gli stimoli passerebbero attraverso noi senza lasciare traccia. Grazie alla funzione della nostra mente di ricezione e ritenzione cerebrale, detta appunto memoria, siamo sicuri degli stimoli che percepiamo.

Tutto l’apprendimento implica la capacità di ritenere: non sarebbe possibile apprendere se non rimanesse in noi qualcosa dell’esperienza precedente. Senza memoria non potremmo ripetere niente, senza memoria dovremmo, ogni volta, apprendere ciò che ci accingiamo a fare. Si capisce facilmente come la memoria, la sua conservazione o la possibile perdita, siano motivi di grande preoccupazione.

Nonostante ciò solamente in rarissimi casi, i programmi didattici ed educativi prevedono lo studio dei processi mentali che presiedono la memorizzazione e ancor più raramente vengono insegnati metodi specifici per ricordare con maggiore efficacia e semplicità.

L’atteggiamento comune nei confronti delle capacità mnemoniche è in effetti abbastanza passivo o persino fatalista se non addirittura negativo: la capacità di ricordare viene vista come una qualità innata, quasi un dono od un privilegio, spesso destinata a tramontare a causa di eventi esterni come l’età, lo stress, l’attività lavorativa ecc.; casualmente, o per involontaria associazione con qualche stimolo, i dati percepiti nel passato ogni tanto emergono dall’oblio senza che si riesca a piegare alla nostra volontà.

Quando si sente dire “imparare a memoria”, spesso la sensazione è piuttosto spiacevole. In realtà non è negativo l’imparare a memoria (in contrapposizione con la semplice libera comprensione), bensì il sistema adottato per la memorizzazione. La maggioranza delle persone si limita infatti a d usare la memoria in maniera “retroattiva”, ossia ripete infinite volte il concetto che vuole ritenere, escludendo così il processo di comprensione vera e propria di ciò che viene appreso e mettendo oltretutto la mente nelle condizioni più complicate per ricordare.
La memorizzazione è invece un processo dinamico ed attivo che utilizza l’intelligenza, la creatività e la fantasia della persona. E’ un processo semplicissimo e di facile applicazione in grado di agire sul cervello con meccanismi abbastanza complessi, ma con un metodo molto naturale che, a differenza della ripetizione ad oltranza, asseconda il normale funzionamento della nostra mente.
Articolo a cura di Francesca Lombardo

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